Rieducazione in Acqua

La rieducazione in acqua è una terapia basata sul movimento in acqua. Più precisamente è un insieme di tecniche che vanno a sfruttare le peculiari proprietà dell‘acqua, quali la spinta di Archimede, la pressione idrostatica e la viscosità, in modo da permettere un trattamento rieducativo sicuro e tempestivo, sia in fase precoce che in associazione alle altre terapie svolte a “secco”. Gli innumerevoli vantaggi di questo tipo di terapia ne hanno fatto uno strumento sempre più usato e consigliato nella cura di molte patologie soprattutto ortopediche e neurologiche.
Innanzitutto lavorare in acqua vuol dire lavorare in scarico, determinato dalla diminuzione del peso corporeo conseguente al minor effetto della forza di gravità, e quindi vuol dire evitare tutte quelle problematiche che spesso si possono verificare nella rieducazione, quali infiammazioni, versamenti articolari, dolori, affaticamento, che rallentano e prolungano i tempi di recupero. Si evita inoltre che vengano messi in atto tutti quei meccanismi, per la maggior parte inconsci, di protezione e difesa della parte lesa, permettendogli così di lavorare con la muscolatura più decontratta e di svolgere movimenti più ampi e senza dolore.

Il principio di galleggiamento aiuta a non sovraccaricare le articolazioni e a rilassare l’apparato muscolo-legamentoso, permette movimenti più agevoli anche per coloro i quali soffrono ad esempio di problemi di sovrappeso. La riduzione della coattazione articolare porta ad un minor stress a tutte le strutture dell’apparato locomotorio, una minor tensione e una minor pressione articolare si traduce in un minor attrito e quindi in movimenti di ampiezze maggiori e minor fatica.

La pressione idrostatica provoca un migliore reflusso venoso, facilita il riassorbimento dei liquidi interstiziali, degli edemi e dei versamenti intra-articolari. L’acqua svolge quindi una sorta di piacevole “micro massaggio” che va sia a drenare i tessuti che a rilassare i muscoli riducendone il tono. La pressione idrostatica stimola anche i recettori cutanei, una fonte abbondante e globale di informazioni che ci permettono di migliorare la percezione di noi stessi, dei nostri movimenti, delle eventuali differenze tra le parti sane e quelle malate e quindi di focalizzare meglio l’attenzione su tutto il nostro corpo.

La resistenza offerta dall’acqua, sei volte superiore all’aria, rallenta notevolmente l’esecuzione di ogni movimento facendoci svolgere un lavoro più controllato ed ad effetto isocinetico, ed inoltre può variare a seconda della velocità del movimento stesso (raddoppiando la velocità si quadruplica la resistenza) favorendo di conseguenza anche il recupero della forza muscolare.

La rieducazione in acqua è particolarmente indicata al trattamento di tutte quelle patologie di tipo ortopedico quali recuperi post-intervento (artroprotesi, ricostruzioni legamentose, meniscectomie,…), fratture ,distorsioni, lussazioni, algie vertebrali,discopatie, artrosi, affezioni reumatiche … nonché per alcune malattie neurologiche (sclerosi multipla, emiplegia, poliomielite …)

Ogni seduta di lavoro svolta in una piscina appositamente attrezzata, in cui la temperatura dell’acqua è intorno ai 30°-32°C, ha la durata di 30-60 minuti in funzione del paziente e della sua patologia. Nelle prime fasi generalmente si effettuano esercizi a carico naturale, successivamente ci si può avvalere di strumenti semplici quali palette, pinne, galleggianti, palloni, cinture, per coadiuvare e diversificare il lavoro. Non è necessario saper nuotare, in quanto si può tranquillamente lavorare dove si tocca ed eventualmente usare giubbotti salvagente.
La rieducazione in acqua va considerata parte di un programma rieducativo ed è quindi complementare a tutte le altre metodiche indicate dallo specialista. Ciò significa che solitamente un soggetto non viene trattato esclusivamente in acqua per raggiungere la guarigione o comunque una condizione di miglioramento del suo stato patologico; diciamo che l’obiettivo primario è quello di fornire una discreta autonomia al soggetto stesso prima di esporsi al carico gravitazionale.
L’esercizio in acqua garantisce al paziente un’esperienza di tipo globale che coinvolge la sfera intellettiva, psicologica, sensoriale e motoria. Ciò è dovuto al fatto che in acqua egli scopre una modalità sensoriale e una motricità diverse da quelle a cui è abituato sulla terra. La sensazione è quella di essere avvolti, si percepisce il proprio corpo in modo diverso, ascoltandolo e rilassandosi si può vivere un’esperienza veramente piacevole e benefica.
Prevenzione
Grazie allo scarico articolare determinato dalla diminuzione dagli effetti della gravità, si riducono sensibilmente gli inconvenienti tipici della fase iniziale della terapia a terra (microtraumi, infiammazioni, versamenti articolari, dolori spesso cause di ritardi del recupero funzionale). Inoltre il recupero dell’articolarità viene nettamente accelerato per effetto del rilassamento muscolare diffuso e l’assenza o la netta diminuzione del dolore intraarticolare, evitando così l’insorgenza del meccanismo di “blocco articolare” di autodifesa tipico in presenza di carico gravitazionale